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Europee, Nanni e Masini (PD): “Ormai il Comune di Roma, è come il Salone Margherita”

“Per Roma è finita una grande stagione culturale ed è cominciata la stagione degli sprechi, e del clientelismo che ricorda molto le modalità elettorali della prima Repubblica dove non era ben chiaro il confine in campagna elettorale, tra istituzioni e partiti, e la vicenda della Festa al Gran Teatro lo dimostra – dichiarano i consiglieri Pd Dario Nanni e Paolo Masini, che continuano – vorremmo sapere da Alemanno perché a Roma non ci sono i soldi i veri progetti culturali e invece per le “velinate” elettorali di Antoniozzi e Pallone, si trovano? Vorremmo sapere inoltre su Antoniozzi come mai l’ Assessore alla Casa invece di risolvere le emergenze abitative e tutto proteso in campagna elettorale. Forse ha individuato a Strasburgo degli alloggi popolari?
Croppi e Alemanno – concludono i due consiglieri comunali – invece di fare dichiarazioni mendacee e folcloristiche circa lo “sbullonamento” del modello Roma, dicessero ai cittadini quello che realmente accade nelle stanze del Comune circa spettacoli e finanziamenti, mentre Roma si appresta ad entrare in una delle Estati più povere dal punto di vista culturale”.
Ara Pacis: Masini: Allegra brigata del Sindaco vittima di se stessa.
“Visto che ormai la strada è segnata consigliamo ad Alemanno e Croppi così attenti ai temi della cultura, di indire un nuovo premio letterario sull’ermetismo: il vincitore ci sarebbe già Bernardo Provenzano con la sua raccolta di pregevoli pizzini.” A dichiararlo Paolo Masini consigliere comunale PD.
Non ci sono più aggettivi per definire l’operato di questa Amministrazione. Non pensavamo si arrivasse a tanto. Ormai si sommano in maniera vorticosa le imprese di Alemanno che cozzano con i principi democratici. Probabilmente premiare in un’aula di un Municipio di Centro Destra il venerabile Maestro, capo indiscusso della P2 che dice che “l’unico che può mandare avanti il mio piano è Berlusconi “può essere titolo di onore per il Sindaco di Roma nei confronti del Presidente del Consiglio con il quale ha grande comunione di intenti.















