Tutto ciò che mi ha fatto crescere

reganogiuseppe
Giuseppe Regano persona magnifica, consigliere con me dal 1993 al 1997 e vice presidente dell’allora Circoscrizione XVI, un uomo solo apparentemente burbero ma come direbbe De Gregori “con un cuore da fornaio”.
Da lui ho imparato un modo sano di far politica.
I ragazzi del Dipartimento di Salute Mentale della ASL RM D e quelli della comunità di Villa Maraini per la loro immediatezza e per le cose fatte insieme. Da loro ho ricevuto tanto.
Gli incontri nelle scuole con le varie religioni, le domande dei ragazzi.
Lo sguardo perso di una ragazza che faceva ad Alberto Granado una domanda su Che Guevara, la domanda di un giovane nero di madre italiana, che chiedeva ad Amelia Robinson di Martin Luther King.
La Trasfigurazione degli anni ‘70, quei sacerdoti fantastici che mi hanno insegnato, con la mia splendida famiglia, il valore di una vita spesa bene anche aldilà della religione.
Il torneo Pane e Pallone e gli amici della mia adolescenza, i chiesaroli e i piazzettari.
Un ragazzo con gravi problemi di inserimento sociale e scolastico promosso l’anno successivo, dopo aver fatto un corso di teatro. Sergio Parenti sindacalista, amico e compagno morto troppo presto ed il gruppo donatori sangue “Gli amici di Sergio” nato con i colleghi di lavoro e a lui dedicato.
Il sostegno di mia moglie, il sorriso dei miei figli.
L’instancabile aiuto di Vanni.
Quel burbero custode, le domande di un guru sud americano, i “Bambini Cattivi” e la loro voglia di divertirsi, il loro regista e le sue proposte piene di verità.
Le dolci rassicurazioni di mia madre.
La comunità senegalese che mi ha insegnato la dignità e la fierezza di un popolo, i laici e i religiosi di Roma XVI X l’Africa che lavorano sempre e comunque senza fermarsi mai, ma soprattutto senza farsene mai un vanto.
Le 7000 persone della fiaccolata per la Pace gli amici di reti di Pace, la nostra determinazione a lavorare per un mondo migliore, tutti i giorni, azione dopo azione.
Padre Paolo Serra e la sua voglia di Africa, la sua passione le sue parole.
I nostri partigiani che parlano ai ragazzi con la passione di quando erano ragazzi come loro.
Quel sopravvissuto ad Auschiwitz, i suoi racconti, le sue lacrime.
Quel prete un po’ strano ora psicologo nelle carceri di Torino e le fantastiche partite a pallone.
Vieni ti racconto Monteverde, e la gente costretta ad andarsene perché il teatro era strapieno.
I complimenti di una anziana signora che mi ha fermato per strada, la passione di tanti insegnanti.
La collaborazione di quel dirigente scolastico, sempre pronto a tutto sempre aperto al nuovo, quell’insegnante di basket mito dell’adolescenza.
Gli scherzi con i colleghi e l’odore dell’aeroporto.
Le lettere di quella classe elementare dopo la visita in Municipio, le domande dei bambini.
I racconti di un poeta su Pier Paolo Pasolini, la dolcezza di quel musulmano maltrattato, la fila in Municipio per ritirare i nostri libri, quel deputato dai pensieri lunghi (e sani), il mio amico di una vita, le insegnanti del corso di pedagogia teatrale.
I discorsi sotto l’albero con quel collega un po’ particolare. Le colazioni di Pasqua e una famiglia adottiva, le cene in quella casa quasi mia, i pranzi a Palo.
Quel bambino che mi chiamava sindaco.
Le partite a Villa, le parole e l’affetto di quel vecchio partigiano, la stoppata miracolosa in quella partita di basket, , chi mi ha “sopportato” in questi anni in Municipio, i racconti della madre di Paola Bianchi, quell’archivista di stato ed i suoi ragazzi, Don Andrea e la sua voglia di libertà, le confessioni di quel mio amico.
Le canzoni di Paoli e di Morandi, le passeggiate in montagna, i tramonti di Morruzze e le vacanze in tenda.
Il pergolato del camper e quella sabbia troppo alta, le persone che con entusiasmo e passione mi stanno aiutando in questa nuova avventura , questi anni in Municipio e le tante persone con la voglia di cambiare il mondo che ho avuto la fortuna di incontrare.

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